Devi emettere una fattura elettronica a un privato: cliente senza partita IVA, codice destinatario "0000000", codice fiscale del cliente obbligatorio (senza, la fattura viene scartata) e copia di cortesia via email. La fattura B2C ha regole proprie, diverse dal B2B. In questa guida vediamo quando emetterla, cosa cambia rispetto allo scontrino, come compilarla, i casi particolari (sanitari, forfettari, clienti stranieri) e cosa fare se il consumatore rifiuta di darti il CF.
Cosa significa fatturare a privato
Si parla di fattura B2C (Business to Consumer) quando il destinatario è un consumatore finale: persona fisica senza partita IVA che acquista un bene o un servizio per uso personale, non per attività d'impresa o professione.
Rientrano qui anche i professionisti con P.IVA che acquistano in qualità privata: l'avvocato che compra una bicicletta per il figlio, il commercialista che paga la visita medica del padre. Se l'operazione non è inerente all'attività, la fattura va emessa come B2C usando il codice fiscale.
La differenza con il B2B è sostanziale: cambia l'identificativo cliente (CF vs P.IVA), il codice destinatario (sette zeri vs codice univoco o PEC) e il canale di consegna.
Tabella riepilogativa B2B vs B2C
| Campo | Fattura B2B (P.IVA) | Fattura B2C (privato) |
|---|---|---|
| Identificativo cliente | Partita IVA | Codice fiscale |
| Codice destinatario | 7 caratteri alfanumerici (o 0000000 se solo PEC) | Sempre 0000000 |
| Recapito alternativo | PEC del destinatario | Non previsto (Cassetto Fiscale) |
| Consegna automatica | SI (via SDI al gestionale) | NO: il privato deve accedere al Cassetto AdE |
| Copia di cortesia PDF | Facoltativa | Fortemente consigliata |
| IVA | Aliquota standard / reverse charge | Aliquota standard (no reverse charge) |
Quando devi emettere fattura al privato
Per il commercio al minuto e molti servizi al pubblico la regola generale è lo scontrino elettronico. La fattura non è sempre obbligatoria, ma diventa tale in quattro scenari ricorrenti.
1. Su richiesta del cliente
È il caso più comune e non hai facoltà di rifiutare. L'art. 22 DPR 633/72 prevede che il cliente possa chiedere la fattura al posto dello scontrino, anche per importi minimi. La richiesta va fatta al momento dell'operazione, non dopo.
Art. 22, comma 1, DPR 633/1972: "L'emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell'operazione, per le operazioni seguenti..." (commercio al minuto, somministrazione di alimenti e bevande, prestazioni alberghiere, ecc.).
2. Beni durevoli con garanzia
Per elettrodomestici, smartphone, biciclette, mobili, prodotti tecnologici la fattura serve come prova di acquisto per attivare la garanzia legale di conformità (24 mesi).
3. Servizi professionali
Medico, dentista, avvocato, commercialista, psicologo, fisioterapista: l'esercizio della professione comporta sempre obbligo di fattura. Non esiste l'opzione "scontrino".
4. Quando il cliente vuole detrarre o dedurre
Spese sanitarie, ristrutturazioni edilizie, interventi di efficienza energetica e altre voci detraibili richiedono fattura intestata con codice fiscale. Senza CF il cliente perde il diritto alla detrazione IRPEF.
Scontrino vs fattura: tabella comparativa
Tre strumenti diversi, tre regole diverse. Confondere scontrino e fattura B2C porta a doppia registrazione e rischio sanzione.
| Caratteristica | Scontrino elettronico (corrispettivo) | Fattura B2C |
|---|---|---|
| Quando si usa | Default per commercio al minuto e servizi al pubblico | Su richiesta del cliente o per obbligo settoriale |
| Trasmissione | RT (Registratore Telematico) verso AdE | XML via SDI |
| Codice destinatario | Non previsto | 0000000 obbligatorio |
| Dati cliente | Solo CF se richiesto (lotteria scontrini, detrazioni) | Anagrafica completa + CF |
| Detrazione fiscale | Limitata (richiede CF nel documento) | Piena, se CF presente |
| Validità come prova | Sì | Sì (con valore probatorio più alto) |
Doppio passaggio (corrispettivo poi fattura): se hai già emesso il corrispettivo telematico e successivamente il cliente chiede la fattura, devi annullare il corrispettivo nel registro RT e poi emettere fattura. Mai lasciare entrambi i documenti attivi: l'imponibile risulterebbe duplicato.
Codice destinatario per privati: "0000000"
Il codice destinatario è il campo XML che indica al SDI dove consegnare la fattura. Per i consumatori finali la regola è semplice: sette zeri.
0000000 è il valore standard ufficiale per i destinatari senza canale telematico associato. Il SDI applica una procedura di consegna alternativa:
- PEC del consumatore, se questi l'ha registrata sul portale "Fatture e Corrispettivi" (passaggio raro, lo fa una minoranza);
- Cassetto Fiscale dell'Agenzia delle Entrate: qui finiscono per default tutte le fatture B2C.
Conseguenza pratica: il consumatore non riceve nulla in automatico. Per visualizzare la fattura deve accedere al portale AdE con SPID o CIE. La maggior parte dei privati non lo fa mai.
Copia di cortesia: cosa è e perché serve
La copia di cortesia è un PDF della fattura inviato via email al cliente. Non ha valore fiscale (la fattura giuridicamente valida è l'XML transitato via SDI), ma ha un valore pratico enorme.
Il cliente privato vede subito cosa hai emesso, controlla l'importo e archivia il PDF nella propria posta. Senza copia di cortesia il consumatore deve entrare nel Cassetto Fiscale: cosa che, come visto, quasi nessuno fa.
Best practice: invia sempre la copia di cortesia per ogni fattura B2C. Su Fatturah.it viene generata e inviata automaticamente al momento dell'invio allo SDI, all'email del cliente in anagrafica.
Dati richiesti per il cliente privato
Per emettere correttamente una fattura B2C ti servono pochi dati ma essenziali. Mancarne uno significa fattura non detraibile per il cliente o non conforme.
- Codice fiscale: obbligatorio sempre, non solo quando c'è di mezzo una detrazione. Serve a identificare il cliente nel file XML: senza, la fattura viene scartata dal Sistema di Interscambio (errore 00417). In più, senza CF la spesa non entra nella dichiarazione precompilata, quindi per spese sanitarie, ristrutturazioni, asili e palestre serve a doppio titolo.
- Nome e cognome per esteso, come riportati nella tessera sanitaria.
- Indirizzo di residenza: via, numero civico, CAP, comune, provincia, nazione.
- Tipologia operazione e aliquota IVA: per i privati si applica l'aliquota standard del 22% (o 10% / 4% / 5% per beni e servizi a IVA ridotta). Non si usa il reverse charge.
- Codice destinatario:
0000000.
Esempi reali frequenti: visita medica specialistica con detrazione 19% IRPEF, parcella avvocato per separazione, fattura idraulico per riparazione caldaia, parcella commercialista per dichiarazione redditi, visita dentistica.
Casi particolari
La fattura B2C "standard" copre il 90% dei casi. Esistono però situazioni specifiche che meritano attenzione.
Detrazione fiscale e codice fiscale
Il CF in fattura è l'unico modo per cui il privato possa portare la spesa in detrazione IRPEF. Senza CF, l'AdE non può collegare la spesa al contribuente in dichiarazione precompilata. Se il cliente vuole detrarre (visita medica, lavori in casa, asilo nido) il CF gli serve per forza, ed è comunque obbligatorio per te, che la spesa sia detraibile o no.
Tessera Sanitaria e Sistema TS
Per le spese sanitarie (medici, dentisti, fisioterapisti, farmacie) i dati vanno trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria, che alimenta automaticamente la precompilata del cliente. La trasmissione richiede obbligatoriamente il CF: senza, la spesa non viene caricata e il cliente perde la detrazione.
Forfettari verso privati
Il regime forfettario emette fattura B2C con le stesse modalità di un'azienda ordinaria: codice destinatario 0000000, CF del cliente, natura N2.2 e bollo da 2 EUR per importi sopra 77,47 EUR (vedi guida sul bollo).
Clienti minorenni
Non esiste il "cliente italiano senza codice fiscale": viene attribuito alla nascita, quindi anche un neonato ce l'ha. La fattura va intestata al minore con il suo codice fiscale; se a pagare è il genitore e vuole portare la spesa in detrazione come familiare a carico, si può intestare direttamente a lui. In entrambi i casi un codice fiscale in fattura c'è.
Cliente straniero in Italia
Per un consumatore non residente il codice destinatario è XXXXXXX (sette X) e nei dati identificativi inserisci numero di passaporto o codice fiscale estero (TIN). L'IVA italiana si applica se l'operazione è territorialmente rilevante in Italia.
Cosa fare se il cliente non vuole dare il codice fiscale
Capita: il cliente paga in fretta, non ricorda il CF, oppure rifiuta per principio. Qui però non c'è margine di manovra: per un cliente residente in Italia il codice fiscale è un elemento obbligatorio della fattura (art. 21 comma 2 lett. f del DPR 633/72), non un dato in più che serve solo al cliente per detrarre.
E prima ancora che una questione di legge è una questione tecnica. Nel file XML il blocco che identifica il cliente deve contenere almeno uno fra partita IVA e codice fiscale: se sono vuoti tutti e due, il Sistema di Interscambio boccia il file con lo scarto 00417. Per l'Agenzia quella fattura non è mai esistita, ma il tuo obbligo di emetterla nei termini resta: il problema torna indietro a te.
In pratica:
- Spiega perché serve. Quasi sempre il rifiuto nasce dall'idea che sia un dato facoltativo. Il codice fiscale è sulla tessera sanitaria che il cliente ha in portafoglio, e senza quel dato non puoi consegnargli un documento valido a fronte del pagamento.
- Se davvero non lo ottieni, la strada non è emettere una fattura incompleta. Verifica se l'operazione rientra fra quelle che si certificano con lo scontrino elettronico (commercio al minuto e servizi al pubblico, art. 22 DPR 633/72): lì il codice fiscale del cliente non serve. Se invece la fattura è dovuta, senza CF non la puoi emettere.
- Per i servizi sanitari il codice fiscale serve due volte: per la fattura e per la trasmissione al Sistema TS che alimenta la dichiarazione precompilata. Senza, la spesa non arriva in dichiarazione.
L'unica eccezione reale è il cliente estero, che un codice fiscale italiano non ce l'ha. Anche lì però il campo non resta vuoto: si compila l'identificativo fiscale indicando il paese di residenza e il codice estero, oppure 0000000 se è un privato che non ne ha nessuno. Vedi la guida sulla fattura elettronica all'estero.
Selezioni "cliente privato" e il sistema imposta
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