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Fattura scartata SDI: codici errore e soluzioni 2026

Hai inviato la fattura, hai aspettato la conferma di consegna e invece ti è arrivata una Notifica di Scarto (NS) con un codice numerico tipo 00400 o 00404. Niente panico: lo scarto SDI non è una sanzione, è un controllo automatico che ha trovato qualcosa che non torna nel file XML. La fattura non è mai arrivata al cliente, è considerata fiscalmente non emessa e hai 5 giorni per correggerla e rimandarla con la stessa numerazione. Questa guida ti elenca tutti i codici di scarto piu frequenti, la causa esatta e la soluzione operativa.

Cosa significa "fattura scartata"

Bisogna distinguere due situazioni che spesso vengono confuse:

  • Scarto SDI (Notifica di Scarto, NS): il Sistema di Interscambio rifiuta il file XML perche non passa i controlli formali o di contenuto. La fattura non e mai stata emessa dal punto di vista fiscale.
  • Mancata consegna (Notifica di Mancata Consegna): il file XML era valido, lo SDI lo ha accettato ma non e riuscito a recapitarlo al destinatario (es. PEC piena o canale del destinatario non raggiungibile). In questo caso la fattura e emessa: il documento viene reso disponibile nell'area riservata di Fatture e Corrispettivi.

Lo scarto ha una conseguenza precisa: la fattura si considera non emessa (Provvedimento Agenzia Entrate del 30 aprile 2018, punto 2.4). La circolare 13/E del 2 luglio 2018 indica come soluzione preferibile ritrasmetterla entro 5 giorni dalla notifica di scarto, con la stessa data e lo stesso numero. Se non è possibile, la circolare ammette una fattura con numero e data nuovi collegata a quella scartata, ad esempio con una numerazione dedicata in un registro sezionale (1/R al posto della n. 1).

Tabella riassuntiva dei codici di scarto piu frequenti

I codici sono normati nelle Specifiche tecniche FatturaPA pubblicate dall'Agenzia delle Entrate. Ecco i piu comuni che vedrai nella tua dashboard:

Codice Descrizione Livello Severita
00200File non conforme al formato (schema XSD)FormaleAlta
00300Codice fiscale o P.IVA del trasmittente non validoFormaleAlta
00301P.IVA del cedente non validaContenutoAlta
00305P.IVA del cliente non validaContenutoAlta
00306Codice fiscale del cliente non validoContenutoMedia
00311Codice destinatario non validoContenutoAlta
00400Natura mancante con aliquota IVA zeroContenutoAlta
00401Natura presente con aliquota IVA diversa da zeroContenutoMedia
00403Data della fattura successiva all'invioContenutoMedia
00404Fattura duplicata (numero già usato nell'anno)ContenutoAlta
00422Imponibile del riepilogo diverso dalla somma delle righeContenutoAlta
00427Codice destinatario incoerente con il formato (FPA12/FPR12)FormaleAlta

Errori formali (struttura XML)

Sono errori che riguardano la struttura del file: il nome, la firma, il formato. Di solito li causa il software, raramente l'utente.

Codice 00300 — Trasmittente non valido.
Causa: il codice fiscale o la partita IVA del soggetto trasmittente (campo IdTrasmittente) non è valido, di solito per un refuso. Se trasmetti tramite un intermediario o il canale di un software, l'identificativo da indicare è il suo.
Soluzione: verifica nel software il codice del trasmittente e, se usi un intermediario (commercialista, software house), chiedigli quale identificativo va indicato.
Esempio: trasmittente con codice fiscale errato per un carattere → scarto.
Codice 00200 — File NON CONFORME al formato.
Causa: il file XML non rispetta lo schema XSD ufficiale (es. tag mancanti, ordine errato, valori fuori dominio). E un errore tecnico, non di contenuto.
Soluzione: aggiorna il software di fatturazione, oppure passa il file al validatore XSD ufficiale per individuare il tag esatto che genera il problema.
Esempio: tag <DataDocumento> assente nel blocco <DatiGeneraliDocumento>.
Codice 00301 — P.IVA del cedente non valida.
Causa: la partita IVA del cedente/prestatore (la tua) non risulta in Anagrafe Tributaria. Quasi sempre è un refuso, oppure il campo contiene spazi, il prefisso "IT" o altri caratteri.
Soluzione: rimuovi spazi, prefisso "IT" e caratteri speciali (il paese va nel campo IdPaese). Controlla che la P.IVA sia esattamente quella associata al tuo profilo fiscale.
Esempio: IT 12345678901 → corretto in 12345678901.
Codice 00305 — P.IVA del cliente non valida.
Causa: la partita IVA del cessionario/committente non risulta in Anagrafe Tributaria: un refuso, un numero inventato o il codice fiscale di un'associazione (11 cifre che iniziano con 8 o 9) scritto nel campo della partita IVA. Lo SDI non controlla le partite IVA estere.
Soluzione: chiedi al cliente la partita IVA per iscritto e verificala con il servizio dell'Agenzia delle Entrate prima di inviare. Se il cliente è un ente senza partita IVA, lascia vuoto quel campo e indica solo il codice fiscale.
Esempio: associazione con codice fiscale 90012345678 inserito come partita IVA → scarto.
Codice 00306 — Codice fiscale cliente non valido.
Causa: il codice fiscale del cessionario/committente (privato consumatore) non passa l'algoritmo di controllo (lunghezza errata, carattere di controllo sbagliato).
Soluzione: chiedi al cliente di verificare il codice fiscale sulla tessera sanitaria. Per le persone fisiche valida i 16 caratteri alfanumerici; per gli enti i 11 numerici.
Esempio: RSSMRA85M01H501Z con "Z" finale errata anziche "U".

Errori di numerazione, calcoli e date

Qui i problemi sono tipicamente di contenuto: importi che non quadrano, date incoerenti, numerazioni duplicate.

Codice 00422 — Imponibile non coerente con le righe.
Causa: per un'aliquota, l'imponibile del riepilogo non corrisponde alla somma delle righe con quell'aliquota, con una tolleranza di 1 euro. Se invece è l'imposta a non corrispondere ad aliquota × imponibile (tolleranza di 1 centesimo), il codice è 00421.
Soluzione: ricalcola riga per riga: totale riga = quantità × prezzo unitario − sconto. Per ogni aliquota somma i totali di riga e applica l'IVA. Tutti i valori a 2 decimali con arrotondamento standard.
Esempio: righe al 22% per 1.000,00 EUR ma riepilogo con imponibile 1.010,00 EUR → scarto 00422.
Codici 00400 e 00401 — Natura e aliquota IVA incoerenti.
Causa: con aliquota 0% manca il codice Natura (00400), oppure la Natura c'è ma l'aliquota è diversa da zero (00401). Nel riepilogo IVA gli stessi errori hanno i codici 00429 e 00430.
Soluzione: per le operazioni senza IVA metti aliquota 0,00 e il codice natura giusto (es. N2.2 per i forfettari) in ogni riga e nel riepilogo.
Esempio: forfettario che lascia vuota la Natura con aliquota 0 → scarto 00400.
Codice 00311 — Codice destinatario non valido.
Causa: il codice destinatario non corrisponde a nessun canale registrato presso lo SDI: un errore di battitura o un codice inventato. Se il codice esiste ma il canale non è attivo, lo scarto è 00312.
Soluzione: chiedi al cliente il codice aggiornato. Se non lo conosce, usa 0000000 e valorizza la PECDestinatario. Per la PA usa il codice IPA a 6 caratteri.
Esempio: codice dettato al telefono con una O al posto dello zero → scarto.
Codice 00404 — Fattura duplicata.
Causa: lo SDI ha già ricevuto, e non scartato, una fattura dello stesso cedente con lo stesso numero nello stesso anno. Se le due fatture uguali sono nello stesso file (lotto), il codice è 00409.
Soluzione: controlla in dashboard se la fattura risulta già "consegnata" o "non recapitata". Se sì, non rinviarla. Se la fattura precedente era stata scartata, puoi riemetterla con lo stesso numero entro 5 giorni: non è un duplicato.
Esempio: doppio clic su "Invia" che genera due trasmissioni a distanza di pochi secondi.
Codice 00403 — Data della fattura nel futuro.
Causa: la data della fattura è successiva alla data in cui lo SDI la riceve.
Soluzione: verifica l'orologio del PC e del software. La data della fattura non può mai essere nel futuro rispetto al momento dell'invio.
Esempio: fattura datata 31/05/2026 inviata il 04/05/2026 per un errore di battitura.

Errori specifici per la PA

Se fatturi a un ente pubblico (formato FPA12), valgono regole aggiuntive previste dal DM 55/2013 e dalle linee guida AgID. Approfondisci nella nostra guida sulla fattura PA.

CIG e CUP mancanti — non è uno scarto SDI.
Causa: lo SDI non controlla il CIG (Codice Identificativo Gara) e il CUP (Codice Unico di Progetto): la fattura viene consegnata anche senza. È la PA a poterla rifiutare entro 15 giorni (DM 132/2020), e senza quei codici non può pagarla (art. 25 DL 66/2014). Sono obbligatori per la tracciabilità dei flussi finanziari (L. 136/2010).
Soluzione: chiedi alla stazione appaltante CIG e CUP e inseriscili nel blocco XML <DatiOrdineAcquisto> o <DatiContratto>. Se la fattura è già stata rifiutata, la prassi più diffusa è stornarla con una nota di credito e riemetterla corretta.
Esempio: appalto da 12.000 EUR senza CIG → rifiuto della PA (esito EC02).
Codice 00427 — Codice destinatario incoerente con il formato.
Causa: hai usato il formato FPR12 (privati) con il codice ufficio a 6 caratteri di un ente pubblico, oppure il formato FPA12 con un codice a 7 caratteri.
Soluzione: verifica il codice ufficio sull'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (indicepa.gov.it) e usa il formato FPA12 per la PA. Un buon software lo fa in automatico.
Esempio: fattura in formato FPA12 a un Comune con codice 0000000 invece del codice IPA → scarto.

Cosa fare quando ricevi una Notifica di Scarto

Il flusso operativo per gestire correttamente uno scarto SDI e questo:

  1. Apri il file XML della Notifica di Scarto: arriva via PEC o nell'area Fatture e Corrispettivi. Il file ha estensione .xml e contiene il blocco <ListaErrori> con uno o piu codici.
  2. Identifica il codice: confrontalo con la tabella di questa guida o con le specifiche tecniche AdE. Se ce ne sono piu di uno, risolvili tutti prima di reinviare.
  3. Correggi il file originale: agisci sul software o sull'XML, non creare una nuova fattura da zero.
  4. Mantieni stessa data e stesso numero: la circolare AdE 13/E del 2018 indica come soluzione preferibile la riemissione entro 5 giorni dalla NS con data e numero originali, senza un nuovo progressivo.
  5. Ritrasmetti: il software invia il nuovo XML con un nome file aggiornato (il progressivo invio cambia, il numero fattura no).
  6. Conserva entrambe le ricevute: la NS della fattura scartata e la nuova ricevuta di consegna. Servono in caso di verifica fiscale per dimostrare il rispetto dei termini.
"La fattura elettronica per la quale il Sistema di Interscambio abbia recapitato al soggetto trasmittente una ricevuta di scarto si considera non emessa." — Provvedimento Agenzia Entrate 30 aprile 2018, par. 2.4.

Errori meno comuni ma critici

Oltre ai codici principali, ne esistono alcuni piu rari che vale la pena conoscere:

  • 00415 — Mancano i dati della ritenuta a fronte di un contributo cassa soggetto a ritenuta (Ritenuta = SI).
  • 00417 — P.IVA e CF cliente entrambi non valorizzati. Almeno uno dei due deve essere presente.
  • 00423 — Valore di PrezzoTotale non coerente con quantità × prezzo unitario − sconti (tolleranza di 1 centesimo).
  • 00428 — Formato trasmissione (FPA12 o FPR12) non coerente con la versione indicata nel file.
  • 00445 — Natura con codice generico N2, N3, N6, non più accettato dal 2021: usa i sottocodici (es. N2.1, N3.5, N6.3).
  • 00471 — Cedente coincidente con il cliente (la stessa P.IVA come emittente e destinatario) in una fattura ordinaria.

Strumenti per evitare lo scarto

La soluzione piu efficace e validare il file prima di inviarlo. Abbiamo costruito due strumenti gratuiti per questo:

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Gli errori di scarto più comuni, codice per codice

Ogni notifica di scarto riporta un codice numerico. Qui sotto trovi i più frequenti, con la causa e la correzione. Prima di reinviare, controlla la fattura con il validatore gratuito per non rischiare un secondo scarto.

Errore 00001 — Nome file non valido

Il nome del file XML non rispetta la nomenclatura richiesta (es. IT01234567890_00001.xml: codice paese + identificativo del trasmittente + progressivo). Rinomina il file secondo lo standard e reinvia.

Errore 00002 — Nome file duplicato

Hai già inviato un file con lo stesso nome. Incrementa il progressivo nel nome del file e reinvia.

Errore 00200 — File non conforme al formato

L'XML è malformato o non rispetta lo schema: tag non chiusi, elementi fuori ordine, namespace errato. È l'errore più generico e più comune. Passa il file nel validatore XSD ufficiale: ti indica la riga esatta del problema.

Errore 00201 — Superato il numero massimo di errori

Il file contiene più di 50 errori: lo SDI smette di elencarli. In genere indica un file generato male all'origine — conviene rigenerarlo da capo con un software affidabile piuttosto che correggere a mano.

Errore 00305 — IdFiscaleIVA del cliente non valido

La partita IVA del cessionario (il tuo cliente) non esiste in Anagrafe Tributaria. Verifica il numero con lo strumento di verifica P.IVA e chiedi conferma al cliente.

Errore 00311 — Codice destinatario non valido

Il codice destinatario indicato non esiste. Controlla di averlo trascritto bene (7 caratteri per B2B, 6 per la PA): puoi verificarne il formato qui. In mancanza di codice, usa 0000000 e valorizza la PEC.

Errore 00312 — Codice destinatario non attivo

Il codice esiste ma il canale non è attivo. Chiedi al cliente il codice aggiornato oppure usa 0000000 con la sua PEC.

Errore 00400 — Natura assente con aliquota zero

Hai indicato aliquota IVA 0% senza specificare la Natura dell'operazione (N1–N7). Tipico dei forfettari che dimenticano N2.2. Aggiungi il codice natura corretto in ogni riga e nel riepilogo.

Errore 00401 — Natura presente con aliquota diversa da zero

L'opposto del precedente: hai valorizzato la Natura ma anche un'aliquota IVA maggiore di zero. I due campi si escludono: o l'operazione è imponibile (aliquota > 0, niente natura) o non lo è (aliquota 0 + natura).

Errore 00404 — Fattura duplicata

Esiste già una fattura con stesso cedente, anno e numero. Se è un reinvio dopo scarto, va bene ritrasmettere lo stesso numero solo se la precedente è stata scartata; altrimenti usa il numero progressivo successivo.

Errore 00417 — Manca P.IVA o codice fiscale del cliente

Almeno uno tra IdFiscaleIVA e CodiceFiscale del cessionario deve essere presente. Per i privati senza partita IVA indica il codice fiscale.

Errore 00421 — Imposta non coerente

Il valore dell'imposta non corrisponde ad aliquota × imponibile (tolleranza di un centesimo). Quasi sempre è un arrotondamento fatto riga per riga invece che sul totale. Ricalcola l'imposta sul riepilogo.

Errore 00422 — Imponibile non coerente con le righe

L'ImponibileImporto del riepilogo non corrisponde alla somma dei PrezzoTotale delle righe con la stessa aliquota. Controlla sconti e arrotondamenti riga per riga.

Errore 00423 — Prezzo totale non coerente

Il PrezzoTotale di una riga non corrisponde a prezzo unitario × quantità (al netto di sconti/maggiorazioni indicati). Ricontrolla la riga segnalata.

Errore 00424 — Aliquota non in percentuale

L'aliquota va espressa in termini percentuali: 22.00, non 0.22.

Errore 00425 — Numero fattura senza cifre

Il numero fattura deve contenere almeno un carattere numerico: «FATT-A» viene scartata, «FATT-1/A» no.

Errore 00427 — Codice destinatario incoerente con il formato

Hai usato un codice destinatario di 7 caratteri con formato trasmissione FPA12 (riservato alla PA, che usa codici di 6 caratteri), o viceversa un codice di 6 caratteri con FPR12. Allinea FormatoTrasmissione e codice: B2B/B2C → FPR12 + 7 caratteri; PA → FPA12 + 6 caratteri.

Errore 00428 — Formato trasmissione incoerente

Il valore di FormatoTrasmissione non coincide con l'attributo versione dell'elemento radice. Devono essere identici (entrambi FPR12 o entrambi FPA12).

Non trovi il tuo codice? I codici di scarto sono decine: se la notifica riporta un errore diverso, valida il file contro lo schema ufficiale — nella maggior parte dei casi l'esito ti porta dritto alla causa.

Evita gli scarti più comuni. Fatturah controlla partita IVA, codice fiscale, indirizzo e codice destinatario del cliente prima dell'invio.

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Fatturah è fatto da Quadra, studio di commercialisti dal 2010.

Domande frequenti

Posso riemettere una fattura scartata con la stessa data?

Sì, ed è la soluzione preferita dall'Agenzia delle Entrate (circolare 13/E del 2 luglio 2018): ritrasmettila entro 5 giorni dalla Notifica di Scarto con data e numero originali. Se non è possibile, puoi emettere una fattura con numero e data nuovi collegata a quella scartata, ad esempio con una numerazione dedicata come 1/R in un registro sezionale.

Cosa succede se non correggo entro 5 giorni?

La fattura scartata resta non emessa finché non la ritrasmetti. Se nel frattempo scade il termine per emettere la fattura, rischi la sanzione per emissione tardiva dell'art. 6 del D.Lgs. 471/97 (dal 2027 art. 31 del D.Lgs. 173/2024): dal 1° settembre 2024 è il 70% dell'imposta con un minimo di 300 euro, oppure da 250 a 2.000 euro se l'IVA è stata comunque liquidata correttamente. Meglio agire subito.

Lo scarto SDI ha implicazioni fiscali?

Di per sé no: la fattura scartata è considerata non emessa e non genera obblighi IVA. Le implicazioni nascono solo se ritardi la correzione oltre i termini di emissione previsti per la tua tipologia di operazione.

Come ricevo la notifica di scarto?

Tramite il canale di trasmissione che hai usato: PEC, web service o area Fatture e Corrispettivi. La NS arriva entro 5 giorni dall'invio (di solito pochi minuti). Il significato dei codici più frequenti è spiegato nella pagina Codici di scarto SDI di Fatturah.

Posso evitare lo scarto?

Sì, validando l'XML prima dell'invio. La maggior parte degli scarti deriva da errori prevedibili: partite IVA del cliente sbagliate, calcoli che non tornano, codici destinatario inesistenti. Un buon software fa questi controlli automaticamente.

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